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Il gioco del bambino e il suo ambiente: dai 24 ai 36 mesi

Blog » Parola agli esperti » Il gioco del bambino e il suo ambiente: dai 24 ai 36 mesi

Il gioco del bambino e il suo ambiente: dai 24 ai 36 mesi

17/01/2017

Parola agli esperti

In questo momento della loro crescita i bambini hanno bisogno di un ambiente che gli offra autonomia, libertà di gioco e di scoperta, libertà di creare. Principalmente l'ambiente va organizzato in modo tale da offrire al piccolo di compiere da sè le azioni di gioco, di cura personale, il gustarsi i cibi, in modo del tutto sicuro. Ciò potrà offrirgli il senso di realizzazione, ma anche la giusta autostima e la fiducia in sé stesso e nelle sue competenze.

La “casa” diventa così un ambiente che cambia, cresce e si evolve, passo dopo passo, accompagnando la “veloce lentezza” dello sviluppo naturale del bambino. 

Stanza della Nanna

Il letto che permette al bambino una migliore libertà di muoversi e che aiuta tanto nella rassicurazione pre-addormentamento, ma che è anche una forte segnale di fiducia in sé e nelle proprie capacità, è appunto il lettino a terra.

I giochi possono essere posizionati in un angolo della stanza, in mobiletti aperti ad altezza bambino, contenenti ceste diverse, possibilmente in vimini o stoffa: in tale modo offriamo al bambino la possibilità di decidere come, con che cosa e quando giocare.

Importante è sapere che i bambini piccoli hanno bisogno di ordine esterno per poter sviluppare e creare il proprio senso di ordine interno: per questo consiglio agli adulti, una volta terminato il gioco, di riordinare silenziosamente lo spazio, diventando così un esempio che il bambino osserverà attentamente, e, quando ne sarà pronto, imiterà.

Nell’armadio vestiti, inoltre, è possibile creare un cassetto dove posizionare i vestiti che il bambino può spontaneamente scegliere di indossare (a tal proposito consiglio di offrire al bambino sempre tra due alternative e non di più).

Bagno

Il bagno è il luogo della cura per eccellenza. Cura di sé stessi, del proprio corpo, e delle proprie emozioni e relazioni. In esso potrebbe essere posizionato un semplice vasino in vista, uno spazio attrezzato per permettere al bambino di lavarsi le mani e lavarsi i denti, con specchietto, bagnoschiuma e un piccolo asciugamano. In tal caso, chi non riuscisse a sfruttare lo spazio del bidet dedicandolo alla cura del piccolo, è utile avere una scaletta sempre disponibile nel momento in cui il bambino da solo vuole raggiungere il water o il lavandino di "mamma e papà".

Lo spazzolino, il dentifricio e il bagnoschiuma possono essere posizionati su di un piccolo vassoio, tali da essere ben manipolati e utilizzati dal bambino.

Un consiglio: non dimenticate che, a volte, il bagno potrebbe trasformarsi in una vera esperienza di gioco e manipolazione/travaso con bolle, schiuma e acqua. Magari, se avete in soffitta o in cantina una vecchia trapunta, posizionatela come tappeto!

Per quanto riguarda la cura di sé, lasciare libero il bambino di sperimentare il vestirsi, lo svestirsi, scegliere il pannolino, buttarlo nel bidone, .... rispettando anche il loro tempo.  Tutto ciò può essere favorito offrendo al bambino la possibilità di giocare con telai delle allacciature o sperimentare attraverso la proposta di QuietBook l’utilizzo di cerniere, velcro, bottoni a clip, bottoni ad asola, gancetti, lacci, ....

Soggiorno

In questa zona si può organizzare un piccolo spazio ricavato su di una mensola o libreria o mobile basso nel quale posizionare i ceste con giochi. Lo spazio dovrebbe essere adibito con un morbido tappeto basso, che offre al bambino un “contenimento” corporeo ed emozionale al suo gioco e alla sua scoperta. Accanto a tale angolo, magari in un piccolo tappeto a fianco, si può proporre un piccolo tavolino di legno con sedia per permettere al bambino di poter giocare liberamente anche sul tavolino. Quando vedrete il bambino interessato a sperimentare con i colori potrete proporre questa piccola attività grafico-pittorica su questo tavolino, aiutandovi con l’utilizzo anche di vassoi per la proposta dei colori e dei fogli.

Zona pranzo

Il bambino può essere partecipante attivo e coinvolto anzitutto nella preparazione dei cibi, magari con l’aiuto di una torre sicura definita Learning Tower. Questa partecipazione permette al bambino di conoscere, manipolare e prendersi cura di ciò che poi lui gusterà nel proprio piatto. E spesso aiuta ad avvicinare il bambino al “cibo”.

Il bambino può gustarsi il cibo o al tavolo coi propri genitori o nel suo tavolino con seggiolina ( se accanto alla zona pranzo). Chiaro è che il gusto del cibo condiviso a tavola coi propri genitori assume davvero tutto un altro sapore e gusto, anche affettivo ed emozionale.

Per quanto riguarda la preparazione della tavola, il bambino può avere a disposizione un piccolo cassetto della cucina dove poter prendere da solo piatto, posate e bicchiere: questi non dovrebbero essere di plastica in quanto, attraverso l'osservazione dei propri genitori del come e perchè toccano, spostano, maneggiano oggetti con una certa delicatezza, il piccolo impara a maneggiare e spostare di conseguenza anche oggetti più fragili. Ad esempio, se un bambino osserva giornalmente i genitori a versarsi l’acqua con una piccola caraffa di acqua, poi giungerà un giorno in cui il bambino chiederà di poterla utilizzarla da solo e, se questo gli viene permesso, davvero stupirà!

Spazio Lettura

I libri sono sempre un must per ogni fase dello sviluppo del bambino. Importante è sempre scegliere libri adatti alla fascia di età del piccolo e soprattutto che siano consigliati dalla letteratura di qualità per l'infanzia ( a tal proposito si possono leggere online le bibliografie Nati per Leggere). Da evitare libri con storie lunghissime oppure libri con poche immagini e tante parole. Scegliere libri che trattano la loro vita quotidiana, che parlano delle loro emozioni e azioni quotidiane. Solo ciò attirerà l’attenzione del bambino in quanto attraverso la lettura e l’ascolto del testo egli potrà vivere, rivivere, comprendere, dare un nome a ciò che succede realmente a lui nella quotidianità.

Giochi di vita pratica

Maria Montessori, nei suoi studi, ha osservato che i bambini sono attratti e hanno piacere di essere partecipanti attivi alla cura del proprio ambiente: i giochi di vita pratica, come da lei vengono definiti, sono quelle azioni ed attività che gli adulti fanno ogni giorno e che i bambini osservano, imitano e riproducono. Giochi quali spazzare, lavare, spolverare, caricare la lavastoviglie, caricare la lavatrice, stender i panni, ...

Per offrire ciò si potrebbe mettere a disposizione del bambino una piccola scopa ed una paletta; uno straccio; utilizzare la learning tower per permettere al bambino di partecipare attivamente al lavaggio piatti; farsi aiutare nel caricare e scaricare la lavastoviglie e lavatrice; permettere al bambino di giocare con mollette da bucato; ...

Ricordatevi sempre che i bambini apprendono osservando ed imitando; i gesti, le azioni, i movimenti valgono più di tante parole ed indicazioni.

Linguaggio

Circa verso i ventiquattro mesi i bambini spesso hanno una vera e propria esplosione del loro vocabolario. Fin da sempre è giusto utilizzare un linguaggio da adulti per relazionarsi con i bambini e non inventare il cosiddetto "bambinesco". I bambini ascoltano e comprendono benissimo i vocaboli della lingua italiana. In questa fascia di età il bambino ascolterà tantissimo ed inizierà a ripetere le parole, le frasi, le espressioni, il ritmo e l'enfasi che l'adulto utilizza nella comunicazione. Importante è in questa fase parlare lentamente, offrire tempi vuoti di ascolto, dare pause alle parole dell’adulto, cercare di non urlare, leggere ad alta voce testi per l’infanzia, cantare filastrocche.

Quando i bambini sbagliano l'articolazione o la pronuncia di alcune parole, è bene non correggerli con tono fermo e deciso, dicendo dell'errore, in quanto ciò può creare timore e insicurezza nel bambino, limitando così la sua scoperta di parole nuove; è' utile, invece, ripetere il concetto che loro hanno espresso utilizzando il termine giusto con serenità.

Inoltre, per l’adulto sono sempre importanti queste azioni: preparare con le parole le proprie azioni o spostamenti; mettere parole ai loro sentimenti e alle emozioni che vivono.

Il miglior modello di apprendimento per il loro linguaggio è l'adulto.

“ Bisogna assecondare quanto più è possibile il desiderio di attività del bambino; non servirlo, ma educarlo all’indipendenza”.

Il bambino in famiglia, Maria Montessori.

Dott.ssa Lucia Vichi
Educatrice d’infanzia e coordinatrice pedagogica; Creativa
Coordinatrice Gruppo: Chiediamo consigli educativo-pedagogici per il nostro bimbo 0-3 all'esperta
Shop: www.bebuu.it/lula-creazioni-e-giochi-per-l-infanzia-artigianali
Pagina facebook: www.facebook.com/LulaGiochiArtigianali
 

Sei un'ostetrica, un pediatra, un educatore dell'infanzia, un logopedista, uno psicologo infantile, un nutrizionista, insomma un esperto nel mondo dell'infanzia e hai la passione per la scrittura? Bebuù sta cercando proprio te per la sua nuova rubrica: la parola agli esperti! Ti aspettiamo! Scrivici una mail ad info@bebuu.it per avere maggiorni informazioni.

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